Matrimonio Taormina

MATRIMONI TAORMINA 

Taormina meta ambita della Sicilia sia per turismo che per celebrazioni di matrimoni. È uno dei centri turistici internazionali di maggiore rilievo della regione siciliana, conosciuta per il suo paesaggio naturale, le bellezze marine e i suoi monumenti storici ,Taormina è stata una delle principali destinazioni turistiche dal XIX secolo in Europa.

Durante il ventesimo secolo la città divenne una colonia di espatriati artisti, scrittori, e intellettuali; ad esempio Albert Stopford, e D.H. Lawrence. Trent’anni più tardi, da aprile 1950 a settembre 1951, la stessa villa era l’abitazione di Truman Capote, che scrisse del suo soggiorno nel saggio Fontana Vecchia. Inoltre Tennessee Williams, Jean Cocteaue Jean Marais hanno visitato il luogo. Charles Webster Leadbeater; Jiddu Krishnamurti venne ad abitare qui, definendo Taormina come un luogo ideale per sviluppare i suoi talenti. Halldór Laxness, l’autore islandese e vincitore del premio Nobel, ha lavorato qui sul primo romanzo islandese moderno, Vefarinn mikli frá Kasmír. Taormina ha ispirato scrittori poeti e artisti di tutto il mondo. 

È situata su una collina a 206 m di altezza sul livello del mare, sospesa tra rocce e mare, su un terrazzo del monte Tauro, in uno scenario di bellezze naturali, unico per varietà e contrasti, sulle pendici dei monti Peloritani della riviera ionica con l’Etna sullo sfondo.

Diodoro Siculo, nel 14° libro della sua Bibliotheca historica, attesta che i Siculi abitavano la rocca di Taormina, vivendo di agricoltura e di allevamento di bestiame, già prima dello sbarco dei Greci calcidesi nella baia (735 a.C.), dove alle foci del fiume Alcantara, fondarono Naxos (odierna Giardini Naxos), la prima colonia greca in Sicilia.

Secondo la testimonianza di Diodoro Siculo, Taormina, governata saggiamente da Andromaco, progredisce, risplendendo in opulenza e in potenza. 

Più tardi troviamo Taormina sotto il dominio del tiranno siracusano Agatocle, che ordina l’eccidio di molti uomini illustri della città e manda in esilio lo stesso Timeo, figlio di Andromaco. 

Taormina rimane sotto Siracusa fino a quando Roma, nel 212 a.C., non dichiara tutta la Sicilia provincia romana. 

Secondo una diffusa leggenda, con l’avvento del Cristianesimo, San Pietro destina a Taormina il vescovo Pancrazio, che già prestava la sua opera di conversione nella regione, il quale costruisce la prima chiesetta sulle pendici orientali della città dedicata ai santi Pietro e Paolo apostoli, determinando di fatto con la nomina, la sede del primo vescovato in Sicilia.

Vescovi “prestantissimi per santità di costumi, zelo e dottrina”, scrive Vito Amico, si succedono fino all’età araba. Poche sono le notizie in questo lasso di tempo, che annovera la caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476, l’invasione dei Goti, la presenza dei Bizantini, la conquista araba.

Certo è che Taormina occupa una posizione strategica importante per la tenuta militare del territorio circostante, per 62 anni è l’ultimo lembo di terra dell’Impero romano d’Oriente.

La notte del Natale del 906, Taormina fu presa e rasa completamente al suolo dai saraceni. 

Negli anni successivi si succedettero diversi conflitti per il possesso della città da parte dei musulmani e dei cristiani fino ad arrivare, per circa un secolo, alla coabitazione, sotto principi di tolleranza fra i due popoli. I musulmani l’abbellirono, adornandola di bei giardini e fontane.

Seguono le vicende della Sicilia, sotto i Normanni, gli Svevi e poi sotto gli Aragonesi fino ai francesi, sconfitti dagli spagnoli. 

In seguito,con il trasferimento della Reggia Borbonica a Palermo, re Ferdinando I di Sicilia volle ringraziare Taormina per la sua antica fedeltà ai Borbone contro i francesi. Il Re, in visita ufficiale nella fedele Taormina, in segno di riconoscimento donò al sindaco dell’epoca, Pancrazio Ciprioti, l’Isola Bella.

Da parte di molte nazioni europee e di famosi scrittori ed artisti (Goethe, Maupassant, Houel ed altri) si manifestò un interesse verso l’amenità del luogo e verso le sue bellezze archeologiche. Taormina da adesso in poi si svilupperà, divenendo luogo di residenza del turismo elitario, inizialmente proveniente soprattutto dall’Inghilterra come Florence Trevelyan (1852-1907), figlia di Edward Spencer Trevelyan (1805-1854) e di Catherine Ann Forster (1815-1877). 

Miss Florence Trevelyan Trevelyan dapprima aiutò i La Floresta ad ampliare gratuitamente il primo albergo di Taormina, l’Hotel Timeo, e in seguito acquistò lo scoglio di S. Stefano, trasformandolo in un paradiso terrestre soprannominato poi Isola Bella durante una discussione tra lei ed il barone tedesco e fotografo omosessuale Wilhelm von Gloeden(1856 – 1931). Comprò 87 lotti di terreno per realizzare tra il 1897 ed il 1898 il Parco che battezzò “Hallington siculo” .

Dall’Inghilterra arrivò il re Edoardo VII nel 1906 e nel 1908, dalla Germania personaggi come Johann Wolfgang von Goethe, che citò Taormina nel suo Viaggio in Italia (Italienische Reise), il fotografo barone Wilhelm von Gloeden, il pittore Otto Geleng, Friedrich Nietzsche, dal 1882, che qui scrisse Così parlò Zarathustra, Richard Wagner, lo Zar Nicola I, il Kaiser Guglielmo II di Germania col cugino lo Zar Nicola II, la Zarina Aleksandra Fëdorovna Romanova nipote della regina Vittoria in quanto figlia di Alice d’Inghilterra con gli amici, Ignazio Florio e Franca Florio, “la stella d’Italia” come la chiamava il Kaiser ed amica della Trevelyan, Gabriele D’Annunzio, Gustav Klimt, Sigmund Freud, Edmondo De Amicis, il granduca Paolo di Russia, il principe Jusupov Feliks con la principessa Irina, l’arciduca Mihail Pavlopic fratello dello Zar Nicola II e banchieri, magnati, aristocratici di tutto il mondo.

Ben presto Taormina divenne famosa in tutto il mondo, sia per le sue bellezze paesaggistiche, per i suoi panorami, per i suoi colori, per i quadri dell’Etna innevato e fumante che declina sino al mare turchese e che fecero il giro del mondo, ma anche per la sua permissività, per la sua “trasgressione”, per i suoi “dotti cenacoli”, per il “mito d’Arcadia”, per la sua sfrenata “dolce vita”.

Lo scrittore catanese Massimo Simili descrive un periodo in cui non passava giorno che a Taormina non accadesse qualcosa di “folle” grazie ai suoi estrosi e famosi frequentatori. Ciò che era permesso a Taormina creava scandalo persino nella “internazionale” Capri dove, per esempio, l’armiere tedesco Krupp aveva cercato, senza riuscirvi, di ricreare i “cenacoli taorminesi” in cui efebi locali ed ancelle erano al centro delle “scene”. 

Sorsero molti alberghi tutti gestiti da famiglie taorminesi. Il paese di pescatori e contadini e di benestanti borghesi si trasformò dunque in una cittadina di commercianti, albergatori, costruttori. Durante la seconda guerra mondiale fu sede del Comando tedesco della Wehrmacht, per cui il 9 luglio del 1943, giorno del patrono San Pancrazio vescovo, Taormina subì due devastanti bombardamenti degli aerei alleati che distrussero parte della zona sud e persino un’ala del famoso albergo San Domenico, in cui era in corso una riunione dell’alto comando tedesco.

Essendo una città turistica internazionale, molte spie inglesi durante il fascismo si erano ben camuffate e uscirono allo scoperto appena entrarono le truppe alleate. Nel dopoguerra Taormina si ingrandì senza alterare le proprie bellezze naturali, e, sino al 1968 era una città turistica prettamente invernale per un turismo ricco ed individuale, tant’è che i migliori alberghi aprivano ad ottobre e chiudevano a giugno. Era frequentata da scrittori di fama come Roger Peyrefitte, Truman Capote, André Gide, D.H. Lawrence, Salvatore Quasimodo, Tennessee Williams, la russa Anna Achmatova[17], da nobili, come Giuliana d’Olanda, dai reali di Svezia e di Danimarca, dal Presidente della Finlandia Urho Kekkonen, da personaggi illustri e famosi come Soraya, Ava Gardner, Romy Schneider, che fecero amicizia anche con alcuni affascinanti playboy del luogo, nonché Liz Taylor, Richard Burton, Dino Grandi, Willy Brandt, Greta Garbo, che svernavano per mesi negli alberghi taorminesi trascorrendo le giornate, ma soprattutto le notti, nei tipici locali notturni dell’epoca e continuando, così, quella dolce vita iniziata con la Belle Époque.

Centro d’incontro per tutti era il Caffè Concerto “Mocambo” dell’estroso play boy Robertino Fichera.

Nel 1968, il terremoto del Belice portò un’ondata di paura per le ripercussioni che avrebbe potuto avere sul turismo. Alcuni operatori turistici frettolosamente si indirizzarono verso il turismo di massa, aprendo relazioni commerciali con i maggiori tour operator europei. Fu così che Taormina cambiò pelle. Gli alberghi “vendevano” le camere a contratto annuale ai grandi tour operator del turismo di massa rinunciando al turismo classico individuale, che sino allora aveva reso ricca e famosa la cittadina.

Col turismo di massa si espanse nelle adiacenti zone verdi, nacquero nuovi alberghi e tante nuove attività commerciali. 

Fu il crollo per quasi tutte le famiglie di antichi albergatori taorminesi che non riuscirono ad adeguarsi ai nuovi tempi ed in pochi anni persero i propri alberghi vendendoli a società forestiere che miravano più ai bilanci che alla qualità dei servizi.

Fu la fine anche della dolce vita taorminese, i cui protagonisti erano stati tanti estroversi personaggi della aristocrazia siciliana e alcuni affascinanti playboy locali che, fra le dolcezze della natura taorminese, 

Taormina veniva, quindi, “spersonalizzata”, perdeva la propria “identità” di città di artisti e di “pazzi” in cui ognuno poteva vivere come non poteva nella propria città e Taormina rischiava di morire a causa della sua omologazione con altre realtà vacanziere. 

All’inizio del III millennio, fortunatamente alcuni imprenditori hanno iniziato a creare nuovamente alberghi di gran lusso, maisons de charme, che, aperti tutto l’anno, hanno in poco tempo fatto sì che Taormina sia nuovamente una città turistica di fama internazionale, elegante, con un salotto buono (il Corso Umberto I) in cui sono presenti splendidi negozi con le maggiori griffe mondiali ed in cui, grazie anche ai tanti prestigiosi eventi culturali, come Taormina Arte, vi è una stagione turistica che dura tutto l’anno.

Nel 2017, la città ha ospitato il vertice internazionale del G7, riportandola alla ribalta internazionale grazie alla presenza dei capi di stato tra le viuzze e nel teatro greco.

Il Teatro greco di Taormina è il principale palcoscenico dei grandi eventi della città.

Numerose sono le manifestazioni e gli eventi che ogni anno, soprattutto nella stagione estiva, hanno sede a Taormina.

Taormina Arte, l’istituzione culturale che cura l’organizzazione della rassegna di musica, teatro e danza,  Taormina Film Fest, il festival del Cinema di Taormina, nell’ambito del Festival del Cinema sono consegnati, al Teatro antico, i Nastri d’Argento, premi conferiti dai giornalisti cinematografici, a metà giugno, invece ogni anno al Teatro Greco, si svolge la premiazione del Premio Internazionale di Giornalismo Taormina Media Award W.Goethe.


Location Matrimonio Taormina

Se cercate un posto di una bellezza incantata, dove la tradizione si sposa con il fashion style siete nel posto giusto. Taormina è una delle mete più glamour della Sicilia, che regala panorami mozzafiato e tramonti romanticissimi.
Alberghi lussuosi e antiche ville nobiliari faranno da scenario al vostro indimenticabile matrimonio.

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Atmosfere eleganti e spazi curatissimi, per il vostro matrimonio super raffinato e dall’aria retrò. E dopo i festeggiamenti un’immancabile granita in piazza e foto di gruppo all’alba al belvedere.
Le location a Taormina sono adatte per i matrimoni estivi ma sono anche perfette per i matrimoni invernali o autunnali. Insomma Taormina grazie al suo clima e alla sua ecletticità è un luogo perfetto per matrimoni e festeggiamenti in tutte le stagioni

 

 

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