Matrimonio Caltanissetta

Gli albori di Caltanissetta vanno cercati in epoca molto antica: reperti dell’età del bronzo trovati nei pressi della città indicano che la zona è abitata fin dal IV millennio a.C. La posizione strategica fu certamente il motivo per cui gruppi di uomini, già a partire dall’ultimo neolitico, decisero di insediarsi in questa particolare zona della Sicilia centrale, su delle alture da cui si poteva dominare tutto il paesaggio circostante. Con l’arrivo dei Greci intorno al VII secolo a.C., sarebbe stata posta sotto il presidio di Siracusa.
Dopo la seconda guerra punica, la Sicilia passò sotto il dominio dei Romani, ma la loro influenza nell’entroterra rimase superficiale.
Durante il dominio arabo, delle famiglie di origine berbera si stanziarono in un borgo corrispondente all’attuale quartiere degli Angeli, che battezzarono Qalʿat an-nisāʾ (“castello delle donne”).
In base agli studi di Luigi Santagati i primi ad abitare nell’attuale luogo della città potrebbero essere stati i Bizantini, che nella seconda metà dell’VIII secolo avrebbero edificato il castello di Pietrarossa e l’annesso borgo che avrebbero chiamato Nissa dal possibile nome della città di provenienza degli stratioti fondatori sita in Cappadocia. Con l’arrivo degli Arabi, intorno all’846, il nome sarebbe diventato Qalʿat an-nisāʾ per assonanza con il vecchio nome bizantino (“castello delle donne”).
Nel 1087, la città venne occupata dai Normanni, e divenne possedimento del Gran Conte Ruggero, che la trasformò in feudo per vari membri della sua famiglia .
Durante il dominio aragonese nel 1296 Federico III nominò conte Corrado I Lancia. Nel 1361 i baroni Francesco Ventimiglia e Federico Chiaramonte assediarono Federico IV nel Castello di Pietrarossa, dove aveva trovato rifugio, e fu salvato dai nisseni, che non sopportavano la prepotenza dei due baroni.
Nel 1365 Guglielmo Peralta, che già controllava Sciacca e Caltabellotta divenne il signore di Caltanissetta. Nel 1358 aveva riunito nel Castello di Pietrarossa gli altri tre uomini più potenti della Sicilia di allora: Artale Alagona, Manfredi Chiaramonte, Francesco Ventimiglia, che si spartirono l’intera Sicilia nel cosiddetto Governo dei Quattro Vicàri, che tuttavia durò fino al 1392, quando Martino I di Sicilia intervenne militarmente.
Nel 1407 Caltanissetta passò ai Moncada di Paternò a cui resteràfino all’abolizione della feudalità in Sicilia, nel 1812.
Nel febbraio del 1567 un forte terremoto colpì la città, e il castello di Pietrarossa ne rimase gravemente danneggiato. A quel punto i ruderi del castello vennero utilizzati come cava per la ricostruzione del resto della città, e rimasero in piedi solo i resti di tre torri, due delle quali sono ancora visibili.
Nel 1787 vi soggiorna il poeta Goethe.
Nel 1816, in pieno periodo borbonico, Caltanissetta fu elevata a capoluogo di provincia.
Per tutto l’Ottocento, Caltanissetta conobbe un notevole sviluppo industriale che si protrasse fino alla seconda metà del Novecento: la presenza di vasti giacimenti di zolfo la rese un importante centro estrattivo, tanto da essere conosciuta in passato con l’appellativo di capitale mondiale dello zolfo. L’importanza che rivestì nel settore solfifero è testimoniata dalla fondazione, nel 1862, del primo istituto minerario d’Italia, accanto al quale è sorto un museo mineralogico.
Durante la Seconda guerra mondiale,Caltanissetta fu teatro di pesanti bombardamenti da parte delle forze aeree anglo-americane nel quadro dello sbarco degli Alleati in Sicilia.
Inoltre nel dopo guerra il settore estrattivo entrò in crisi, e con esso tutta l’economia del territorio, che oggi si basa prevalentemente sul settore terziario.
Pian piano Caltanissetta iniziò a rimarginare la maggior parte delle ferite ricevute in eredità dopo la guerra: negli anni cinquanta iniziò il restauro della Cattedrale, distrutta dai bombardamenti dell’aviazione americana nel 1943 e le strade erano state liberate dalle macerie negli anni precedenti. Negli anni cinquanta-sessanta, con l’approvazione di un nuovo piano regolatore, la città ha conosciuto una notevole espansione urbanistica, che ha portato alla nascita di nuovi quartieri e di nuove arterie di comunicazione.
Gli anni ’50 rappresentano anche degli anni di vivacità culturale alquanto insoliti per una piccola cittadina dell’entroterra. Artefice dello splendore culturale, che porterà alcuni letterati a definire la città con l’appellativo di “Piccola Atene”, può essere indubbiamente considerato Salvatore Sciascia. A lui si deve l’apertura di una libreria e di una piccola casa editrice nel pieno centro storico, la cui sede diventerà un autentico salotto letterario, frequentato da personalità del calibro di Elio Vittorini, Vitaliano Brancati, Salvatore Quasimodo, Luigi Monaco, Luigi Russo, Pier Maria Rosso di San Secondo e Pier Paolo Pasolini, del quale Sciascia pubblicherà una delle prime opere: Dal Diario.
A Caltanissetta si svolgono, durante l’anno, diversi eventi di particolare rilevanza, tra cui il Med Moda ( Festival Internazionale della Moda) il torneo internazionale di tennis ATP Challenger e il Kalat Nissa Film Festival. Il MedModa, in programma ogni anno, porta nel cuore della Sicilia uno spettacolo di calibro internazionale che prevede la presenza di stilisti provenienti da diverse parti del mondo. Il torneo ATP Challenger è considerato come uno dei più importanti al mondo su terra battuta e il Kalat Nissa Film Festival è un concorso internazionale cinematografico, durante il quale vengono presentati dei cortometraggi provenienti da vari paesi, con tematiche libere o sociali.


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In un contento naturalistico in pieno entroterra siciliano, Caltanissetta offre agli sposi, splendide ville immerse in ampi parchi, antiche masserie dal fascino rurale, castelli e dimore storiche per chi vuole una location principesca.


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