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confetti | quanti | caratteristiche | come e quando | storia | consigli
I confetti Insostituibili e immancabili. I confetti hanno origini antiche e l’usanza di regalarli ai presenti il giorno delle nozze, non è mai tramontata. Inoltre le due metà della mandorla, tenute insieme da un velo di zucchero, simboleggiano l’unione della coppia.
Quanti La tradizione vuole che siano cinque in ogni confezione, ma non è una regola, infatti il numero può diminuire, purché il numero resti dispari: 5 perché simboleggiamo salute, fertilità, ricchezza, lunga vita e felicità 3 perché simboleggiano l’uomo, la donna e il figlio, quindi la famiglia 1 perché simboleggia l’unicità dell’evento
Le caratteristiche Il confetto è formato da un nucleo interno, costituito da una mandorla sgusciata e pelata, ricoperta da più strati di zucchero realizzati con successive bagnature.
Il gusto della mandorla non deve essere coperto da quello troppo dolce dello zucchero, è bene quindi sceglierla piuttosto grande e utilizzare il quantitativo di zucchero sufficiente per rivestirla, senza eccedere. É importante inoltre che la mandorla sia di ottima qualità, attenzione quindi che non vi siano quelle amare. Potrete richiedere, tra la mandorla e lo zucchero, un sottile strato di cioccolato per aumentare la bontà di questi preziosi dolcetti. La qualità delle mandorle siciliane è riconosciuta in tutta Italia, famose infatti per il loro gusto pieno e la qualità pregiata. Una scelta meno tradizionale, sarà quella di sostituire la mandorla con altri ingredienti: la nocciola, il cioccolato, la cannella o il pistacchio. O ancora rosolio, rhum, whysky e limoncello, ma attenzione…ricordate di non darli ai bambini! La forma varia a seconda del contenuto: piatte, tondeggianti e per i più romantici a forma di cuore. {mosgoogle} Il colore tradizionale della copertura è il bianco dai riflessi porcellanati, ma per chi lo desidera si potranno realizzare anche in tonalità pastello, magari per richiamare il colore del vestito che avete scelto. La confezione dovrà essere molto elegante e preziosa: tulle, pizzo, seta e organza, sono i tessuti più utilizzati per la realizzazione dei sacchettini, ma per chi desidera qualcosa di più particolare, ci sono numerose alternative, come lo juta, il lino grezzo, retine che formano piccoli fiori o ancora cartoncini dai colori e dalle forme più svariate. Ricordate d’inserire all’interno della confezione i bigliettini con i nomi di battesimo di entrambi gli sposi e la data del matrimonio.
Come e quando distribuirli La tradizione vuole che a fine ricevimento, la sposa accompagnata dal marito offre da un vassoio d’argento, con un cucchiaio anch’esso d’argento, i confetti a tutti gli invitati.
Ricordate di porgerne sempre un numero dispari, poiché secondo antiche credenze popolari, i confetti pari sarebbero di cattivo augurio per gli sposi, destinati a restare senza prole. Se volete risparmiarvi il giro dei tavoli, potrete sistemare i confetti insieme alle bomboniere su un tavolo, posto vicino all’uscita della sala, in modo che durante i ringraziamenti ed i saluti, si procederà alla distribuzione. Se avete scelto di confezionarli, la distribuzione fra i tavoli, avverrà allo stesso modo e invece del vassoio, potrete utilizzare una cesta realizzata per l’occasione. Un’ idea sempre molto carina e sicuramente più pratica, sarà quella di utilizzare le confezioni come segnaposto, in modo che, gli invitati sedendosi al tavolo troveranno ognuno la loro. In alcune regioni, è consuetudine lanciare i confetti agli sposi insieme al riso all’uscita della chiesa.
Un po' di storia I confetti hanno radici molto lontane, ancora oggi sono oggetto di ricerche. La prima testimonianza che fino a oggi si è scoperta, risale al 447 a.c. alla ricca famiglia romana dei Fabi. Infatti i Romani li usavano per festeggiare nascite ed unioni. Questa usanza nasce dalla volontà di condividere il lieto evento, regalando a tutti gli inviatati del cibo da portare a casa. All’epoca, utilizzavano le noci o i pinoli per l’interno e il miele come copertura esterna, non di zucchero, come in seguito. Il miele fu anche una scelta economica, poiché lo zucchero, essendo importato, era un alimento molto costoso. I ceti meno abbienti utilizzavano gli stessi dolciumi come regalo di nozze, li chiudevano in un pezzo di stoffa e li donavano ai loro invitati. Nel 1500 è in atto un lungo processo di cambiamento in cui i confetti diventano sempre più prelibati e raffinati. Visto il prestigio, per la nobiltà e l’alta borghesia non furono soltanto utilizzati per le ricorrenze ma divennero la conclusione ideale dei loro lauti pranzi. Alla loro conoscenza contribuirono grandi scrittori della letteratura italiana come Boccaccio, Leopardi, Carducci, Verga e Pascoli. Nel XV secolo nasce a Sulmona, la fabbricazione dei confetti secondo criteri moderni, che si affermano col tempo negli standard contemporanei. Pertanto ancora oggi, questa cittadina abruzzese è considerata la capitale mondiale di questo prodotto dolciario. Proprio in questa città è stato realizzato il “Museo dell’arte e della Tecnologia confettiera”, monumento nazionale creato in suo onore. Il titolo di patria mondiale del confetto le è stato attribuito, non solo per l’antichissima produzione, ma per il gusto unico, dato dal raffinato sciroppo di zucchero e dalla bontà degli ingredienti con i quali vengono realizzati i confetti. Le mandorle utilizzate sono quelle di Avola, paesino in provincia di Siracusa, dal gusto inconfondibile e dalla forma piatta ed elegante. {mosgoogle}
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